lunedì, aprile 26, 2004

Si chiude

Grazie a chi mi ha seguita fin qui. In parte sono stanca, in parte ho poco tempo, in parte non so che dire, in parte ho il solito rigetto per gli italiani (lingua compresa) che mi prende a circa due mesi prima della partenza per la cosiddetta madrepatria... Tutto questo segna la fine del mio blog. Questo è il mio ultimo post, che scrivo e lascio attivo per qualche giorno per coloro che vengono qui a leggere i miei sproloqui. Tanto per informazione :) Grazie per il sostegno e tanti auguri ingarbugliati di una buona vita a tutt* quant*.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 20:46 | commenti (10)


venerdì, aprile 23, 2004

Sciagura!

Il mio beneamato pc, comprato dopo mille traversie a fine dicembre 2003, ha esalato l'ultimo respiro... di già! In attesa che il Sig. Toshiba me lo ripari al più presto, sfrutto il mio vecchio laptop, passato alla Honu in occasione dell'acquisto di quello nuovo. Come forse noterete, ho le vocali finali accentate come dio comanda, invece di usare gli apostrofi americani.

Intanto, attendo anche che torni Honu dall'Ohio. Mi sono piazzata nella sua tana con le micie e siam tutt'e tre felici. Andiamo molto d'accordo. Ma'ona, a dire il vero, è ancora incazzosa per la dipartita materna, ma dopo aver pianto un po' la notte scorsa, adesso sembra essersi rassegnata. E' anche venuta a dormirmi sul braccio, esattamente come faceva con la Honu (i gatti, questi abitudinari). Kama, invece, tutta contenta: noi due letteralmente ci adoriamo (infatti la Honu dice che siamo innamorate e che lei è fuori dalla questione... si sente, come dire... spodestata).

Nel frattempo, si avvicina la fine del semestre (meno di due settimane), il che significa che finalmente mi godrò una parvenza di vacanza... Devo scrivere il famoso working paper durante l'estate, ma almeno non devo lavorare nè andare a lezione (che è la cosa che odio di più).

Ok, tornerò a tediarvi più tardi...

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 08:48 | commenti (4)


mercoledì, aprile 14, 2004

Tutti in passerella!

Venerdi' scorso, quell'eteroburra della mia prof. di hawaiano penso' bene di affidarci il seguente "compito" per il mercoledi' successivo (il 15 Aprile): formare diversi gruppi e mettere su uno spettacolino di moda. Ogni gruppo doveva scegliere un tema (tipo, abbigliamento sportivo o da discoteca), scegliere i vestiti e sfilare, uno alla volta (e una persona alla volta) davanti al resto della classe. Mentre una/o delle/i tapine/i sfilava, un altro membro del gruppo leggeva (in hawaiano) una descrizione dei vestiti e degli accessori indossati dalla/o sua/o compagna/o. Per aiutarci, la burra ci diede dei disegni di abiti con tanto di nome hawaiano, chiaramente e rigorosamente divisi in abiti maschili e femminili.

Il mio gruppo comprendeva, oltre alla sottoscritta, due ragazze e un ragazzo. Siccome ero stanca morta (tanto per cambiare), annoiata e totalmente priva d'interesse per il compito, non esposi alcuna opinione e ascoltai le idee degli altri. Una di noi pareva piena di idee e ce le vomito' addosso una dopo l'altra. Una pena unica: ad ogni sua proposta, le nostre facce si allungavano sempre piu', ma siccome almeno ci provava, stemmo ad ascoltarla. Alla fine, sfiancati da tanta (gentile ed educata, devo ammettere) insistenza, gli altri due decisero di accettare l'idea piu' economica che ci proponeva: vestirci da bambini del posto. A me si prolassarono le ovaie dall'eccitazione e dissi: "Va be'..."

Cosi', cominciammo a scegliere i vestiti: arrivati, pero', alla fine della cernita, ci guardammo in faccia l'un l'altro e ci confessammo reciprocamente la palla quadrata che sarebbe venuta 'sta sfilata. Persino l'improvvisata Docce & Gabinetti ammise che era proprio 'na gran menata. A questo punto, prima che qualcuno mi proponesse di vestirmi da donna-che-va-in-chiesa-tutte-le-domeniche-e-anche-di-piu' (conoscendo i tipi... qui son peggio dei cattolici), tentai di corromperli cosi': "E se mettessimo su uno spettacolo travesta? Una drag queen e tre drag king, ma ci pensate che figata? Qui si vestiranno tutti da discoteca della parrocchia e da surfer senza tavola, sapete la lagna?! Almeno noi ci divertiamo e facciamo divertire anche loro." I tre s'illuminarono di luce rossa (che vergognosi, mamma mia!). La proponitrice di vestiti per l'infanzia ci mise di nuovo del suo: "Ma si', facciamolo, pero' vestiamoci da personaggi famosi!" E promise di vestirsi da Bob Marley. Il ragazzo disse che avrebbe interpretato Janet Jackson (sic) con una tetta di fuori, l'altra ragazza dichiaro' di vestirsi da William Hung (boh? Uno di American Idol, a quanto detto da lei) e io, dopo aver soppesato l'idea di vestirmi da Marilyn Manson, decisi di andare piu' sul leggero (ed economico) e conciarmi da uno dei Village People (il lavoratore).

 

Nel weekend mi procurai il necessario: l'elmetto lo comprai in un negozio di ferramenta ($7.99, l'acquisto piu' "costoso" in assoluto), la camicia la presi in quel posto di roba usata in cui lavora una simpaticissima transessuale e citato svariati post fa (mi sa che era ancora nell'altro blog) per ben $1.56, gli scarponi ce li avevo gia' e i jeans li fregai alla Honu, tutta contenta di vedermi strizzata nel suo guardaroba (e' da sabato scorso che cerca di convincermi a comprarmi un paio di jeans, dice che sono belli e che mi stan pure bene... mah).

 

Lunedi' ci ritrovammo a lezione a pianificare la faccenda per bene. Il ragazzo non si fece vedere. Krizzzzia comincio' a dire che avrebbe fatto la moglie di Bob Marley, perche' voleva indossare una maglietta con la sua foto e quindi non aveva senso mettersi la maglietta con la sua faccia. Le dissi che la moglie del Bob non e' il Bob, che non e' famosa e che poi dove stava la travesta? Disse che vabbe', lei voleva fare cosi' (e divento' rossa come un pomodoro maturo). Si capi' benissimo che era imbarazzata a travestirsi da uomo. Liquidai mentalmente la faccenda con un "Che due ovaie con la coccarda!" e morta li'. L'altra ragazza, fortunatamente, insistette che voleva fare 'sto William, che per lo meno e' un uomo e quindi andava benone. Robe di Skiappa si offri' di preparare un cd con le canzoni di tutti quanti (una di Marley, una della Jackson, YMCA dei VP e un'altra canzone per Hung, so assai qual era) e via.

 

E cosi', arrivo' anche mercoledi' (oggi, per me che scrivo): i componenti del mio gruppo si ridussero (come prevedevo) a due: la ragazza che voleva fare Hung e la sottoscritta. Gli altri due si erano con ogni probabilita' cagati nelle braghette e non si erano voluti presentare. Lo dico con una certa sicurezza non solo per il loro comportamento in precedenza, ma anche perche' la ragazza che faceva William era stata incaricata da Fiorino Valentucci di fare un cd solo per noi due, chiara indicazione che pensava di non venire. Gli altri gruppi, invece, erano presenti in tutto e per tutto. Questi i "temi" trattati: abbigliamento per uscire (per andare in spiaggia, a fare compere o al pub), abbigliamento da surf (che poi era roba che ti butti addosso quando vai al mare giusto perche' non vedi l'ora di togliertela e se te la fregano mentre sei a mollo ti fanno pure un favore) e, dulcis in fundo, abbigliamento per andare a messa la domenica. E pensare che l'avevo pure previsto. Inutile dire che noi due ci siamo beccate gli applausi piu' scroscianti e abbiamo lasciato l'intera classe a bocca aperta. Io mi sarei voluta cacciare un calzino rigonfio nella patta, ma la Honu mi sconsiglio' vigorosamente, onde evitare che questi pensassero che mi piacesse un po' troppo vestirmi da uomo (il che non e' vero: volevo farlo un po' per completezza, un po' per far schiantare la burra dallo spavento... o dal piacere?), il che potrebbe essere pericoloso, visto che di recente, nel campus, hanno pestato per bene un ragazzo (rimasto anonimo, ma mi sa che lo conosco) che si veste da donna. Comunque, dopo essermi scatenata al grido di Y-M-C-A!, me ne sono andata al Dipartimento in siffatta guisa, suscitando l'ilarita' di un prof. gay e del mio supervisor (gay pure lui, mi pare di averlo gia' detto in un altro post) e attirando gli sguardi (preoccupanti) delle studentesse giapponesi, avide lettrici di shonen ai, oltre a quelli di un sacco di altra gente. Ho finito per dovermi cambiare in una cabina insonorizzata del laboratorio di fonetica... fra scarponi ed elmetto, mi pesavo un quintale!

 

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:51 | commenti (6)


lunedì, aprile 12, 2004

Come ti riporto la notizia

In mezzo a una marea di notizie tragiche di questi tempi (come di ogni tempo, ahime'), non poteva mancare la stronzata di punta. Lo spogliarello "involontario" di Janet Jackson di qualche tempo fa lascio' sconvolta l'intera America puritana. I bambini guardano la tv! Oddio! E pensare che le/i bambine/i sono le/i prime/i beneficiarie/i della visione, manipolazione e succhiamento delle tette. State tranquilli, americani in fregola da crociata: le/i pargole/i non si scordano mai il primo amore e presto o tardi ci torneranno. Altre tette, le proprie o quelle altrui, capiteranno loro nella vita, e meno male. E allora, trattiamole bene, queste tette, non sbeffeggiamole! Se una tetta della Janet non facesse neanche mezza notizia, credo che sarebbe finalmente l'inizio della fine dei magnaccia e della pornografia. E anche il mio blog parlerebbe di ben altro.

Una risposta al "notizione" arriva fresca fresca dal Canada. Alanis Morrissette s'infila una tuta di finta pelle umana, corredata di finti capezzoloni e finta cascata di peli pubici e si "denuda" davanti alle telecamere dei Junos Awards, l'equivalente canadese dei Grammys americani. La cantante sostiene che in questo modo si proponeva di mettere a nudo la censura degli statunitensi. Sara' anche stata una mossa pubblicitaria, visto che il suo cd esce a giorni, ma lei, che ha avuto problemi di peso e di accettazione del proprio corpo, sa di che cosa parla. A parte la notizia in se', ho trovato interessante il modo in cui i giornali hanno deciso di rappresentarla. In altre parole, che foto hanno pubblicato? I piu' puritani di tutti, manco a dirlo, sono stati gli americani: la foto che ho trovato in prevalenza su siti americani e' stata la seguente (o versioni simili):

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche giornale italiano, australiano e canadese (!) ha pubblicato qualcosa del genere:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, gli inglesi hanno dimostrato di essere i piu' liberali di tutti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Devo dire che ho faticato un po' per trovare questa foto. Forse Google & c. stanno cercando di nasconderla. L'ho scovata insieme al mio supervisor, che e' gay, subito dopo esserci sganasciati per il video del Berlusca preso a pacche sulla pelata (grazie Lys, per la segnalazione  ). Ci siam fatti un'altra bella risata e quasi quasi volevamo lasciare la Alanis "nuda" sul desktop di uno dei computer del Dipartimento, ma... sara' per un'altra volta.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 19:19 | commenti (10)


martedì, aprile 06, 2004

Senti chi parla!

Domenica scorsa, di ritorno da una passeggiata, la Honu ed io trovammo nella segreteria telefonica il seguente messaggio: "Parla tuo fratello. Oggi, domenica 4 aprile, alle 3:30 del pomeriggio, ora locale hawaiana, c'e' una partita di basket femminile. Una delle due squadre e' la University of Minnesota. L'allenatrice di questa squadra e' la figlia di una signora che andava alle superiori con la mamma. Ciao." Rimasi mezza basita, mi sfilai il cappello e proclamai, mentre mi dirigevo in bagno: "Tuo fratello ormai batte i coperchi [cioe', "e' matto", N.D.S.]". Nell'infilarmi in bagno e rilasciare le precedenti parole, rimasi nuovamente basita, questa volta dall'immagine che lo specchio mi rimandava: la levata di cappello mi aveva sparato i capelli in tutte le direzioni possibili immaginabili. In poche parole, sembravo una pazza furiosa. Dopo due secondi di meditazione, abbassai gli occhi: Kama (una delle micie di Honu) mi fissava intensamente. Questo era il chiaro senso del suo sguardo: "Ma dove e' andata a finire la tua dignita'???", dopodiche' se ne usci' trotterellando dalla cassetta.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 14:24 | commenti (12)


venerdì, aprile 02, 2004

Oggi mi sento filosofa...

Chi di voi crede nelle coincidenze? Io no. Ho una mia teoria, che chiamero' la "teoria delle variabili". Pre me, un evento e' sempre determinato dalle variabili che lo caratterizzano. Ad esempio, se nell'allungare una mano per prendere una penna da un astuccio, mi ritrovo in mano l'unica matita in mezzo a un tot di penne, posso dire che tale evento non e' una coincidenza, ma il risultato di un numero di variabili solo parzialmente controllabili, tipo la posizione della matita all'interno dell'astuccio e tra le penne, il fatto che abbia urtato l'astuccio o meno prima di afferrare la matita, il fatto che non abbia guardato dentro l'astuccio prima di scegliere una penna, cosi' da non ritrovarmi in mano la matita ecc.

Qualcuno potra' dire che il risultato delle variabili, controllabili e non, puo' trasformarsi in coincidenza, ma non sono d'accordo. La teoria delle variabili e' quasi scientifica, perche' spiegabile in termini fisici (anche se esistono certe variabili nascoste: le chiamerei "spirituali"), mentre il termine "coincidenza" presuppone semplicemente che uno crede nel caso o in Dio, che fa lo stesso.

Va be, vado a spremermi le meningi per altro...

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 19:45 | commenti (4)


mercoledì, marzo 31, 2004

Ah...

... il motto sagace, l'espressione loquace, l'occhio in tralice... Ho fatto la mia presentazione e il Prof. B. mi ha versato addosso tutta la sua tristissima vanagloria... Si e' reso ridicolo di fronte a tutti a causa dell'accanimento con cui commentava il mio lavoro, anche perche' basava i suoi commenti su interpretazioni sue personali di fatti che avevo esposto in maniera chiarissima e che evidentemente aveva intenzione di stravolgere. A un certo punto, sono intervenuti in 5 a contraddirlo. Incredibile.

Nel frattempo pratico la compassione buddista per quest'uomo e ci metto anche un po' di Dante: "Non ti curar di lor, ma guarda e passa."

Chiedo venia se non postero' nei prossimi giorni, ho un'altra presentazione sabato!

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:34 | commenti


giovedì, marzo 25, 2004

Figuracce amorose (I)

Quando con Honu eravamo ancora alla primissima fase di conoscenza (sotto tutti i punti di vista), le proposi di farci un bagno assieme. Che roba erotica!, dira' qualcuno. Appunto, e' quello che pensavo anch'io. E cosi'... vasca da bagno piena di bagnoschiuma profumato... due candele accese... telefono staccato... micie a dormire... finalmente c'immergiamo nella vasca.
- Amore, sei comoda? -, dice lei.
- Eccome... -, sogghigno io.
- Senti, facciamo cambio? Il rubinetto mi sta perforando la scapola destra... -, mi fa lei.
- Ah, grazie, cosi' mi perforo io... -, ma cambiamo di posto prendendoci ad involontarie ginocchiate.

Effettivamente, il rubinetto rompe. Siccome, pero', la bella Honu mi si appropinqua e io mi sto gia' surriscaldando, decido con scatto felino di mettermi comoda per davvero, togliendomi in qualche modo dalla traiettoria di 'sto rubinetto dell'uva. E cosi', dopo due secondi di annunciata passione in avvicinamento, sposto il sedere con la solita nonchalance e, in perfetta sequenza totalmente al di fuori del mio controllo, sostituisco il tappo della vasca (che tappo vero non era: trattavasi di una specie di anello pieno di gomma ultrapiatto) colla mia chiappa destra.
Dico: - Ehm, un secondo... -, allontanandola dolcemente.
- Che c'e'? -
- Errr... Non sto comodissima... -
- Il rubinetto? -
- Magari... Ehm... -, e, cosi' dicendo, cerco di riportare il finto tappo sotto la chiappa e di operare la vergognosa sostituzione prima che crolli la libido. L'immediato risultato che produco, pero', e' un gigantesco rumore di risucchio. Ovviamente, riesco anche a scivolare su di un fianco, col tappo che arriva a galla e la mia faccia che va a fondo.
Da allora, siamo passate alle docce, almeno finche' non ho comprato un tappo vero!











Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 12:49 | commenti (4)


mercoledì, marzo 24, 2004

Avatar

Che volete che vi dica... Ispirata da Kocchan, non ho resistito neanch'io... Eccomi qua (piu' o meno lol). Che dici, Ko', mi somiglia? Di meglio non ho saputo fare.

Ho cercato un sorriso decente, ma non ce n'erano!!!

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 12:56 | commenti


lunedì, marzo 22, 2004

Monster

Erano mesi che volevo andare a vederlo e finalmente ce l'ho fatta. Un po' cercavo di essere nell'umore giusto (NON andate a vederlo se siete tristi e/o depressi, mi raccomando), un po' mi toccava circuire Honu (che evita come la peste i film violenti), un po' non avevo tempo... Insomma, mi sono ridotta alle ultimissime programmazioni. Un commento? Tanto per cominciare, con Honu abbiamo avuto una discussione fino a notte fonda. Non voglio rovinarvi il film anticipando niente, ma c'e' parecchio da dire praticamente su tutto: sul personaggio principale, sulla bravura di Charlize Theron (un'immensa), sul realismo impressionante del film, sul pugno allo stomaco che e', sul vuoto che ti lascia dentro... Sull'inutilita' e la vergogna umana che e' la pena di morte, su quanto sia vero che nasciamo soli, ma alcuni piu' di altri, sui sogni infranti sul nascere, sul dolore... E ce ne sarebbe ancora tanto da aggiungere.

Ho saputo che Monster non e' ancora uscito in Italia. Roba da matti! Un sito dice che uscira' il 23 aprile. Vi consiglio di fiondarvi al cinema (ma solo se siete dell'umore giusto) appena vedete la locandina e poi di rifletterci bene sopra. Non l'ho trovato perfetto, ma sicuramente fenomenale sotto vari punti di vista.

A proposito: chinunque sia stata/o negli Stati Uniti e abbia viaggiato per le autostrade rimarra' colpita/o ancora di piu' dal realismo del film. I bar, le (pochissime) case, la gente sono piu' veri del vero. Voto: A+

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giovedì, marzo 18, 2004

Una storia hawaiana

Un signore hawaiano che collabora con me nella mia ricerca oggi mi ha raccontato una storia. Quando aveva quattro anni (70 anni fa), sua madre gli disse: "Ascoltami bene, perche' devo dirti una cosa che non ti ripetero' mai piu'. Sentirai delle voci che ti parleranno, ti guideranno e ti proteggeranno. Presta attenzione a quello che ti dicono, perche' sono le voci dei tuoi antenati. Io non posso mandarti a scuola, percio' dovrai istruirti da solo. I tuoi antenati ti aiuteranno." Un mese dopo, sua madre si ammalo' e dovette rimanere a letto per un certo periodo. Un giorno, lo chiamo' e gli chiese se suo padre fosse tornato: lui rispose di no. "Ma io sento odore di stufato... Da dove viene?", chiese lei. "Da fuori, l'ho cucinato io nel pentolone... ho acceso il fuoco sulle pietre e l'ho cucinato." La madre stentava a crederci. "E cosa ci hai messo dentro?", chiese di nuovo. "Sono andato nell'orto e ho preso le patate. Le ho lavate, tagliate e messe nel pentolone insieme alla carne e alle altre verdure dell'orto." La madre gli disse: "Ma come hai fatto? Chi ti ha insegnato?" E lui, serafico: "Ti ho osservata tante volte mentre preparavi lo stufato... E poi, i miei antenati mi hanno spiegato come fare. Ho ascoltato le loro voci."

Mica male per un pargolo di 4 anni... E pensare che i miei non mi hanno lasciato toccare nemmeno un cerino fino a 15 anni!

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venerdì, marzo 12, 2004

Vecchietti d'assalto

Una coppia di signori anziani (donna e uomo) che conosce Honu ne hanno combinata una bella. Sono andati in Virginia per una conferenza e hanno affittato una macchina. Mentre tornavano in non so che aeroporto dello Stato per prendere il volo per le Hawaii, lui, che guidava, ha pensato bene di abbioccarsi con le mani sul volante. Si e' ripreso di colpo, quando si e' reso conto che stava invadendo la corsia di sinistra, col risultato di sterzare violentemente in direzione opposta e far finire macchina, bagagli, lui e sua moglie in un fossato a non so quanto all'ora. Gli airbag si sono aperti e hanno slogato un dito alla povera donna. Non solo, la macchina ha rotolato su se stessa dalla parte del passeggero, cioe' sempre della moglie, che di conseguenza si e' rotta due costole. Lei, oltretutto, e' diabetica, quindi quando si ferisce, ci mette una vita a guarire. Se ha delle perdite di sangue interne, e' rovinata. Notare che lui, invece, a parte lo spavento, non si e' fatto niente, o cosi' pare. Ora, che cos'avreste fatto voi in una situazione del genere e a 16 miglia dall'aeroporto? Io, me ne sarei andata all'ospedale. Loro, no.

Si son presi il loro bel volo (non so proprio come abbiano fatto ad arrivare in tempo), si son fatti almeno 8, 9 ore di viaggio (in business class, d'accordo... ma con le costole rotte!), sono arrivati e IL GIORNO DOPO sono andati dal dottore. Due pazzi? Due stoici? "Pazzo" e "stoico" sono sinonimi? Che ne pensate?

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 16:13 | commenti (7)


giovedì, marzo 11, 2004

Il mondo e' bello perche' e' vario (tanto per essere banali)

In Giappone, cosi' dicono, le donne camminano un passo indietro rispetto ai loro uomini. In Germania, non so. Che succede quando mischi le carte in tavola? Ho qui pronto un esempio. A. e B. sono una coppia. A. e' giapponese e B. e' tedesca. Se ne vanno in giro mano nella mano, lei tre passi avanti a lui: evviva le coppie miste, simbolo di apertura delle frontiere e cambiamento di usi e costumi.

Negli USA, cosi' noto, le donne non sono esattamente docili coi propri uomini (non tutte, almeno). J. e K. sono una coppia. J. e' americano (bianco) e K. e' coreana. K. ride come una cretina a ogni pie' sospinto. Non e' una cretina (e nemmeno lui), tutt'altro, ma credo conosca alla perfezione la discutibile arte di "fare la donna", ossia, simulare una deficienza non propria, da aggiungere all'eventuale deficienza del partner e finche' la barca va, lasciala andare. Credo di essere l'unica nel dipartimento a sapere che stanno insieme, giusto perche' li ho visti in tenero atteggiamento una volta sola. Per il resto, si comportano come una qualunque coppia che ha qualcosa da nascondere o che e' costretta a nascondere qualcosa. Insomma, hanno deciso di non far sapere a nessuno della loro relazione. Evviva le coppie miste, cosi' misteriose, chissa' perche'.

Nelle Filippine, cosi' osservo, c'e' tanta fame. Quanti filippini emigrano all'anno? Quanti sono costretti a lavori dell'uva per mandare i soldi a casa? Ma per i filippini, come per altri disperati, c'e' un'altra soluzione: J. e N. sono una coppia. J. e' americano (bianco) e N. e' filippina. Sono sposati. Lei e' rotonda e gioconda. Le si legge la felicita' nello sguardo. Matrimonio di convenienza? Non ne ho la minima idea, anche se, conoscendo un po' J., mi verrebbe naturale rispondere di si'. Evviva le coppie miste, che portano alla liberta' di almeno uno dei due, qualsiasi cosa significhi.

Anch'io e Honu siamo una coppia mista: io sono italiana, lei americana (bianca). L'unica differenza e' che mentre le altre coppie SANNO di poter finire un giorno in un Paese che li ospiti entrambi, noi due NO. Viva le coppie miste, ma solo alcune.

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mercoledì, marzo 10, 2004

Trasformazioni

E' da novembre che la Ex-P, a mo' di bruco, e' mutata. Fra una storia e l'altra, non sono mai riuscita a raccontarvi la trasformazione e ormai mi sono dimenticata vari particolari della vacanza che l'hanno portata a questo cambiamento. Cerco di ricordare e rimedio: eravamo andate nella North Shore, in uno splendido parco sul mare, per un fine settimana. Era venuta giu' un acqua che non distinguevo piu' l'oceano dalla terraferma, ma lei era tutta contenta. Avevamo parlato del mio blog e del fatto che l'avessi raffigurata come una pecora. "Sono tanto carine, le pecore!", le dissi. "Si', ma non sono esattamente dei geni a quattro zampe. Vorrei cambiare." La conversazione ebbe luogo alla fine della vacanza, mentre aspettavamo l'autobus sotto il solito acquazzone (non e' che qui il sole splenda 365 giorni all'anno: esiste la stagione delle piogge, che va da novembre ad aprile. Infatti, ancora adesso, mi tocca andare al campus a piedi o in autobus, perche' in bici e' da suicidio, anche se qualche mese fa ho pensato di montarmi i tergicristalli direttamente sulle pupille e provare ad avventurarmi sulla Pomaikai verso nuove avventure accademiche e stradali: ho cambiato idea una mattina di meta' novembre, subito dopo aver aperto la porta di casa ed essermi presa una secchiata d'acqua in faccia direttamente dal cielo). La Ex-P, che adora l'acqua in tutte le sue forme, se ne stava li' a fare cicchete ciacchete nelle pozzanghere, quando improvvisamente avvenne la muta: la lana inizio' ad infeltrirsi gradualmente, fino a lasciarla mezza ignuda. Arrivo' l'autobus. Salimmo. Le era rimasta della lana solo sulla schiena. L'aria condizionata gliel'induri' e la fece a scaglie. E da li', il cambiamento procedette sotto i miei occhi sorpresi: la Pecora divento' una Ex-Pecora. Per la precisione, divento' una Honu, ossia la tartaruga hawaiana che vedete nell'header insieme alla sottoscritta tigre bianca (e ancora grazie all'immenso Kocchan per il disegno, che in realta' e' una fotografia leggermente ritoccata di noi due quel giorno, dopo la discesa dall'autobus). E cosi'... addio Pecora, benvenuta Honu (per gli amici, a volte, Tarta)!

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martedì, marzo 09, 2004

Calli, duroni & c. [terza e ultima parte]

Questo semestre, il Prof. B. decise di presentare il suo articolo pubblicamente. Prima di spedirlo ad una rivista specializzata, volle sottoporlo alle eventuali critiche di chi si sarebbe dato la briga di andare ad assistere alla sua presentazione. Io volevo andarci, ma poi cambiai idea. Non e' che non mi andasse, anzi, ma non stavo bene quel giorno. Cosi', chiesi ad uno studente di tenermi da parte una dispensa e me ne rimasi a casa. Quando il ragazzo mi diede la dispensa, andai subito a leggermi che cosa dicesse a proposito del dialetto di Ni`ihau. Ma ho dimenticato di riferirvi un piccolo particolare: nel frattempo, avevo collezionato una serie di incontri con la mia informatrice hawaiana (manco fossi una poliziotta) e avevo gia' formulato il grosso della mia teoria. Non appena lessi le conclusioni alle quali era arrivato il Prof. B., non seppi se scoppiare a ridere o a piangere: praticamente, una serie di castronerie buttate li' a casaccio. Nella parte storica, in cui spiegava i cambiamenti dei suoni in questione basandosi su testi del '700 e '800, faceva uno strafalcione imperdonabile, chiamando le isole ad ovest con un termine riservato per quelle ad est e viceversa. Poi, si produceva in una microscopica serie di parole in hawaiano standard con la loro bella controparte nel dialetto di Ni`ihau, ciccandone in media una su due (e alcune delle parole che spacciava per hawaiano standard NON esistono in quella forma, segno che non si era nemmeno dato la pena di controllare un dizionario qualunque di hawaiano moderno). Infine, partoriva una regola che funzionava solo per quelle parole li'.

Inorridita, avendo saputo che aveva detto a tutti che aspettava conferme dal mio lavoro per quella parte del suo articolo, dovetti andare a parlargli. Gli feci vedere una lista di un centinaio di parole e gli spiegai che la sua unica regola funzionava pochino. Gli misi sotto il naso eccezioni su eccezioni e gli suggerii un paio di altre regole che sembravano fungere meglio della sua. Infine, gli dissi che stavo ancora studiando la faccenda e che ero sicura che ci fossero altre regole (almeno un paio) e che prevedevo altre eccezioni. La delusione e l'incazzatura gli si accesero in viso. Il suo commento fu: "Ma allora questo e' un lavoro per un altro campo di linguistica, non per il mio!" Mi permisi di esporgli il mio parere: "Prof. B., sono d'accordo con lei." Da allora, non mi fermo' piu' ne' mi chiese come andasse la mia ricerca.

Parlando con la mia advisor (ossia una prof. consigliera: tutti gli studenti ne hanno una/o), le spiegai che cos'era successo e lei se le rise di cuore, perche' questo Prof. B. sta un po' sui genitali di tutti con 'sta lagna che fa di continuo e che conosciamo da quel di'. Le mostrai i miei risultati, frutto di lunghi dialoghi con la mia informatrice e anche un paio di levatacce mattutine (porcacclamerdacc). Si entusiasmo' tutta e mi consiglio' di far vedere il mio lavoro ad un altro docente, Prof. A., uno che ha studiato l'hawaiano per tutta la vita. Nel frattempo, pero', prima che potessi mandargli un'e-mail io, il Prof. A. mi contatto': qualche tempo prima gli avevo sottoposto un altro lavoro sull'hawaiano e voleva parlarne con me. E cosi', lo incontrai e discutemmo di entrambe le ricerche. Risultato: mi consiglio' di non usare la famosa ricerca in questione per il mio working paper, perche' troppo vasta (c'e' troppa storia da raccontare, se voglio fare le cose per bene... il che significa scrivere una tesi di laurea, invece di un working paper), e di utilizzare invece l'altro mio lavoro. Dissi, "Ok, ma mica voglio mollare questa ricerca cosi'... Magari ci faccio una presentazione." Disse, "Certo, perche' no?" Tutta contenta, riferii la buona nuova alla advisor che mi disse di preparare la presentazione e farla vedere a lei e al Prof. A., in modo da avere dei buoni consigli da entrambi prima di sottoporla al pubblico (ludibrio?).

MA...

Per vie traverse, meno di una settimana fa mi arrivo' all'orecchio che il Prof. B. diventera' il nuovo capo del dipartimento nel 2005. Come chiamarlo in italiano? Il preside di facolta'? Una roba simile, ecco. Ora, siccome so che se presento la mia ricerca gli faccio fare una figura di merda, anche e soprattutto perche' il pubblico sara' lo stesso della sua presentazione, piu' lui in prima fila rosso peperone e incazzato che te lo dico io, temo per la mia carriera. Ho paura che questo qui mi metta i classici bastoni fra le ruote non appena assurgera' alla divina carica. La mia advisor dice che in realta' il Prof. B. non avra' alcun potere di scegliere chi far lavorare (e, soprattutto, insegnare) e chi no, perche' le decisioni vengono prese da una commissione di prof. vari e che semmai sara' lei a finire nei casini, perche' in quel periodo li' devono rinnovarle il contratto e lei sa assai se questo tomo sara' favorevole o meno (e in quel caso li', potere ce l'ha, ahilei... anche se fino a un certo punto). Tuttavia, io mi chiedo: e se questo se la prende proprio a male, se la lega al ditino e cerca di farmela pagare in qualche modo? Povera me...

Ormai, pero', ho deciso: gli indorero' la pillola il piu' possibile, di certo non faro' paragoni, ne' diro' che ha fatto una ricerca penosa perche' si e' basato solo sui libri e su qualche informazione sbagliata ricevuta per vie ben piu' che traverse, invece di contattare un/a hawaiiano/a di Ni`ihau e passare attraverso il suo inevitabile scrutinio, MA andro' avanti e faro' la mia presentazione. Ma si'! Al massimo torno in Italia a fare l'operatrice ecologica :)

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 22:25 | commenti (2)


venerdì, marzo 05, 2004

Calli, duroni & c.  [parte seconda]

La strada che porta alla conseguimento del dottorato di ricerca e' irta di ostacoli, alcuni piu' fetenti di altri. Il primo, un esame fantozziano di quattro materie, una al giorno e nella stessa settimana, mattina e pomeriggio con un'ora e mezza di pausa mangime (come fai a mangiare in pace quando sei gia' mezza collassata e sai che non e' ancora finita), l'ho superato con (poca) nonchalance (ma al primo colpo) il semestre scorso. A detta dei miei compagni "anziani" di studi, ho passato l'ostacolo piu' carogna dell'intero percorso. Meno male. E cosi', mi sono ritrovata (e ci sono ancora) di fronte al secondo ostacolo, sicuramente meno pesante. Trattasi di scrivere un working paper, cioe' una specie di tesina su un argomento a scelta. L'unico problemino e' che la tesina in questione deve essere pubblicata da una rivista specializzata. La mia universita' ha una pubblicazione che raccoglie tesine di questo tipo, ma non e' che ti accettino la tua, di tesina, tanto perche' studi li'. Devi scrivere qualcosa di veramente buono e originale. E cosi', la povera linguista ancora in erba ha iniziato a spremersi i neuroni come dei limoncini (viste le dimensioni) ed ha pensato, da genialoide qual e', di andare dal Prof. B. a chiedere consiglio. Perche'?, si chiederanno i miei pazienti lettori? Ma perche' la materia insegnata dall'omino di fuoco mi piace molto. E perche' all'epoca non avevo ancora deciso in che cosa specializzarmi (adesso si': fonetica, ti amo).

Fu cosi' che un giorno (ben prima della storia dei primati e degli anelli umani) mi sedetti di fronte al Prof. B. e gli chiesi se esistesse qualche argomento nella sua materia che interessasse l'hawaiano che non fosse stato ancora trattato o che non fosse stato investigato a sufficienza o che fosse controverso, insomma, c'e' qualcosa per me per scrivere 'sto benedetto working paper? "In effetti," rispose il furbastro, "non esiste niente d'interessante da ricercare in proposito. E' gia' stato studiato tutto lo studiabile. Pero, ci sarebbe una cosuccia... che dovrebbe essere perfetta per un working paper." M'illuminai: "Dica, dica!" S'incasso' nelle spallucce, esattamente come fa quando vuole inculare qualcuno senza farsi accorgere: "Il dialetto hawaiiano di Ni`ihau usa di tanto in tanto un suono al posto di un altro. Nessuno ha ancora ben capito come funzioni. Bisogna trovare le regole. Io, ad esempio, sto preparando un articolo sull'uso alternato di questi due suoni in varie lingue polinesiane... E non riesco granche' a capire come sia la faccenda nel dialetto di Ni`ihau. Ho scritto alla Prof. Q., nel Dipartimento di Hawaiano, per chiederle di parlare con qualcuno di Ni`ihau e fare una serie di domande che ho qui, belle pronte, ma non mi risponde mai!" E qui divento' rosso fuoco (e te pareva). "Eh, lo so che e' difficile lavorare con la comunita' hawaiana... Io sto iniziando adesso un progetto per il mio corso di fonetica e ho conosciuto una signora hawaiana (di Ni`ihau) che mi ha esplicitamente detto che mi aiuta perche' sto studiando la sua lingua e che non vuole lavorare con chi non s'interessa ne' all'hawaiano ne' alla cultura delle isole. La conosco solo da un paio di settimane e sto cercando di farle capire che non sono una che la vuole sfruttare solo per scrivere un articolo e far carriera." E qui, il Prof. B. non solo ritorno' ad una tonalita' di rosso meno allarmante, ma s'illumino' di pura luce bianco sporco. Emanava un'aura di falsita' ed egocentrismo. Quella di sempre, d'accordo, ma stavolta ben piu' pronunciata. Anzi, strabordante. Cosi' parlo': "Io direi che dovresti proprio scriverlo, questo working paper, su questa alternanza. E poi hai una hawaiana a disposizione... Io direi di fare cosi': prenditi il dizionario di hawaiano, tira giu' una lista di parole col suono in questione in tutte le posizioni e chiedi alla signora come pronuncia lei tutte 'ste parole nel suo dialetto. E poi, come altro punto di partenza, potresti farle queste domande qua." E, prima che potessi aprire bocca, stampo' le domande indirizzate alla Prof. Q. e finora inevase e me le piazzo' in mano. Diss'io: "Io non so se la signora la prendera' bene. Oltretutto, devo ancora ricevere l'autorizzazione ufficiale dall'universita' per iniziare il mio studio con lei." (Ero in attesa di un documento che tutti i ricercatori devono ottenere quando fanno ricerca che coinvolga esseri umani: e' necessario per proteggerli o anche solo per permettere loro di andare a reclamare da qualcuno se il ricercatore non li tratta bene) Si rimpiccioli' ulteriormente nelle spalline lui: "Si', ma tu fai una domanda per conto mio... Io l'autorizzazione ce l'ho gia'." Mi raddrizzai io: "Si', ma la signora mica l'ha firmata!" Si ridusse ad un bruscolino lui: "Ma non ce n'e' bisogno... E' solo una consultazione informale... Allora, gliele fai queste domande?" Ormai avevo le ovaie in prolasso: questo si stava comportando da vero stronzo. Ero appena all'inizio di una collaborazione con questa signora, la quale mi avea gia' spiegato chiaro e tondo che lavorava solo con chi s'interessava all'hawaiano per davvero, camminavo sulle uova da un semestre e quindici giorni perche' cercavo di dimostrare all'intero Dipartimento di Hawaiano (attraverso le professoresse che mi ritrovavo nei corsi) che rispetto la lingua e la cultura hawaiane e che non sono la solita bianca stronza che arriva, guarda dall'alto in basso, sfrutta e se ne va, e questo qui pretendeva che rischiassi di buttare tutto nel cesso per le sue domande. E non poteva nemmeno aspettare che mi arrivasse 'sto documento liberatorio!

Pensai parecchio al da farsi, quel giorno: non volevo rovinare i miei rapporti con la signora, ma nemmeno raccontare una balla a lui, perche' il campus e' piccolo e le voci corrono. Avrei potuto dirgli che ci avevo provato e che lei aveva detto di no... E se la Prof. Q. poi avesse parlato con lei (visto che si conoscono)? Insomma, dopo lunga ed intensa (e molto incazzata) meditazione, decisi di rischiare e parlare con la signora di queste benedette domande.

L'incontrai giusto il giorno dopo e le dissi: "Sa, c'e' un mio professore che sta facendo uno studio simile al mio, ma a proposito di varie lingue polinesiane. Vorrebbe che le facessi qualche domanda per conto suo, ma le dico gia' che lei e' liberissima di rifutarsi." La signora si rabbuio' (come temevo): "Hm. E chi sarebbe, il tuo professore?" Cominciai a sentire un formicolio alle mani e, progressivamente, a tutte le estremita': "Ehm, Prof. B." Mi guardo' di sguincio: "Non conosco." Dissi: "Lui ha gia' chiesto alla Prof. Q., ma non ha ancora ottenuto risposta. Comunque, davvero, se non le va di rispondere, per qualsivoglia ragione, non c'e' nessun problema." La signora si rilasso': "In effetti non mi va. Se poi dico qualcosa di sbagliato, ci faccio una brutta figura." Mi rilassai anch'io: "Ma s'immagini, e' la sua lingua. Lei puo' dire quello che le pare su come la usa." Sorrise: "Va bene, pero' non mi va." Feci un sorriso ancora piu' grande del suo: "Ottimo! Com'e' andato il weekend?"

Tornai dal Prof. B. e gli riferii le nuove. S'incazzo' subito, ma nella sua solita maniera poco visibile (se non per il clamoroso e subitaneo affluire del sangue alla testa): "Va be'... Allora quando cominci ad avere i risultati, fammi sapere, eh. Ti cito nel mio articolo." Lo ringraziai e me ne andai. Da allora, ogni volta che m'incrociava non riusciva a trattenersi dal chiedermi se avessi ricevuto l'autorizzazione o meno. Quando, finalmente, l'ottenni, eravamo gia' verso la meta' del semestre e io avevo bisogno di lavorare sul progetto per il mio corso, prima di tutto (pena una bella F). Cosi', rimandai l'inizio del mio working paper al semestre dopo, cioe' questo. E... [continua (e finisce)]

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:27 | commenti (4)

Salvate Gay.TV!!!

Dietro invito della Lys, volentieri lancio l'appello (anche se non guardo la tv neanche se mi ci legano davanti).

GAY.TV NAVIGA IN CATTIVE ACQUE
"Gay.tv sta attraversando una situazione di vera crisi. Dopo due anni di trasmissioni la prima emittente satellitare gratuita a tematica gay naviga in cattive acque."
informazioni su cos'è Gay.tv le potete trovare sul sito:
Gay.tv

ecco alcune iniziative nate spontaneamente su come salvare gay tv...

1) Chiamare il numero 899 111 177 e prenotarsi per il gioco WE LOVE SHOPPING, in onda dal 17 Febbraio all'interno di "Thank U 4 Coming" su Gay.tv. Il numero è a pagamento e parte dei soldi della telefonata andranno accreditati a Gay.tv!

2) Comprare la compilation MOVIN'OUT, nei negozi di dischi dal 13 Febbraio. Se potete regalatela, parlatene, fate girare la voce insomma! Se questa compilation scala la classifica sara' una dimostrazione del fatto che un prodotto pubblicizzato da Gay.tv puo' vendere e puo' farlo anche bene!

3) Iscriversi al GAY TV FAN CLUB, in un momento come questo, aderire a quest'iniziativa mostrera' a tutti che esiste una fetta di pubblico attivo e partecipe.
L'indirizzo del fan club è
http://it.groups.yahoo.com/group/gaytvf
.
4) Scrivere a chetempochefa@rai.it e chiedere a Fabio Fazio di trattare l'argomento del "futuro incerto di Gay.tv" nella sua trasmissione "Chetempochefa". Specificare che Gay.Tv si trova in un periodo di incertezza a causa dei marchi che si rifiutano di comprare spazi pubblicitari, nonostante il grande numero di contatti che la rete riceve giornalmente. La situazione è paradossale e bisogna parlarne tanto! ne ha parlato Simona Ventura domenica 15 febbraio a Quelli che il calcio.

5) Scrivere a "Striscia la Notizia", trattando gli stessi argomenti, all'indirizzo
gabibbo@mediaset.it

6) Richiedere l'inserimento della compilation MOVIN'OUT by GAY.TV in queste classifiche o in altre da voi conosciute:
RADIO REPORTER
RADIO ITALIA

7) Scrivere ai quotidiani che leggete, se hanno rubriche di posta e non.

8) Diffondere queste informazioni alle persone di vostra conoscenza!

Anche uno solo di questi gesti potrebbe contribuire a salvare Gay.tv.





























Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 20:10 | commenti


mercoledì, marzo 03, 2004

Calli, duroni & c.

Ovvero, la Sinesteta qui sta pestando dolorosamente i piedi a qualcuno. Da un anno e mezzo conosco personalmente il Prof. B., famossisimo linguista (non tanto quanto Chomsky, ma siamo quasi li'). Ho seguito due corsi insegnati da lui e mi sono beccata tutto il suo egocentrismo nascosto dietro quel modo di fare fintamente modesto, una specie di pretino dall'ego inversamente proporzionale ai cm che gli mancano in altezza (come gia' dissi tempo fa). Il semestre scorso, senza profferire parola, assistetti alle prodigiose leccate di chiappe che uno studente nuovo gli propinava con una sfacciataggine che imbarazzava persino il leccato. Non commentai mai, e' vero, tranne l'ultimo giorno di lezione. Non diedi del leccaculo ne' del leccaculabile egocentrico a nessuno. Feci ben di peggio: li illuminai entrambi a giorno.
Si parlava di biologia e dei parallelismi tra questa e la linguistica. A un certo punto, il Prof. B. se venne fuori con il seguente commento: "Le scimmie come specie animale in se', in realta', non esistono. Manca, infatti, un anello fondamentale che, eh eh, ovviamente nessuno vuole inserire nella catena." Il riferimento era chiaro: l'anello era l'uomo. Rimasi di stucco, ma non dissi niente, sperando che qualcun altro sollevasse la questione. Silenzio. A dieci minuti dalla fine della lezione (ripeto: l'ultima lezione del semestre), il Prof. B. chiese se ci fossero domande. "Io", iniziai. "Vorrei capire una cosa: l'anello mancante di cui parlava prima Lei... Perche' dovremmo lasciarlo fuori dalla catena? L'evoluzione c'insegna chiaramente che siamo imparentati con le scimmie e al momento non esistono teorie in grado di spiegare la vita su questo pianeta in maniera piu' efficace. Ora, visto che un'infinita' di linguisti si autoproclamano "scienziati", mi pare veramente fuori dalla scienza (e dal mondo) dire che nessuno vuole inserire questo benedetto anello nella catena per ragioni assolutamente non scientifiche ma di separatismo e snobismo umano. L'anello mancante siamo noi e le scimmie in quanto specie animale in se' esistono eccome." Sali' la tensione: la figura di merda del Prof. B. era palese persino a chi s'era abbioccato per la sesta volta di fila in un'ora e quaranta di leccate e autocelebrazioni del Prof. Lui, tapino, non l'avevo mai visto cosi' rosso: era piccatissimo, non solo per la figura in se', ma anche perche' gli avevo rovinato la buona uscita del corso. Lui, che si proclama tanto rigoroso e che insiste sempre sulla verifica di tutte le fonti e che ti tartassa con sequenze infinite di liste di parole per corroborare le sue teorie, era appena caduto in un erroraccio da ignorante che gioca a fare lo scienziato: aveva lasciato che il suo ego di maschio umano s'insinuasse in lui con troppa veemenza e durante una lezione. E che lezione! L'ultima, la chiosa, quella che dovrebbe essere la Perfetta. Concesse, balbettando, che effettivamente non era una posizione proprio scientificissima, ma aggiunse che e' proprio dell'animo umano volersi innalzare al di sopra degli animali. Risposi che poteva parlare per se', che io ero umana quanto lui e che l'unica cosa al di sopra di cui volevo e potevo innalzarmi era la sedia sulla quale ero seduta in quel momento. Ridacchio'. Gli altri, silenzio assoluto. Si riscosse la mormona (credo che ve la ricorderete) e disse: "Be', non e' mica detto che siamo imparentati con le scimmie... Insomma, non gli assomigliamo per niente!" "A dire il vero," risposi "c'e' pieno di gente che e' la fotocopia sputata di un macaco."
A questo punto, mentre qualcuno rideva per tutti i macachi del mondo, il Prof. B. annuiva e riprendeva il controllo di se stesso, il lecchino decise di fare qualcosa. "Siamo umani, insomma. Perche' metterci con le scimmie? E poi Dio..." Passo falso. A questo punto il Prof. B. aveva recuperato la sua facciata scientifica. "Eh no!", esclamo' con ira repressa. "Qui facciamo scienza. Niente deve interferire col pensiero scientifico. Semplicemente, le nostre teorie indicano che il genere umano, insieme ad altri animali, forma la specie delle scimmie." Si becco' un'occhiata shockata da parte di tutti e la cosa fini' li'.

Ma non fini tutto qui... [continua]



Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 22:00 | commenti (2)


giovedì, febbraio 26, 2004

Chi sono?

Ok, ho scritto i miei post precedenti senza riflettere abbastanza, o meglio, senza pensare proprio. In questo periodo ho un anello di pensieri che continua a girarmi per tutto il corpo senza darmi tregua. Situazioni irrisolte, tanto per cambiare. Non so chi sono, non so che cosa voglio, non so che ci faccio qui, in questa vita, in questo corpo. Non so nemmeno a che accidenti mi serva vivere in un posto cosi' splendido quando non ho tempo per godermelo neanche un po'! Qui gli impegni aumentano, le rotture di ovaie si moltiplicano e l'oceano mi chiama, le foreste mi chiamano, i vulcani mi chiamano, ma per ora riesco a rispondere soltanto al pressante richiamo della natura, quella meno romantica, diciamo. Meglio che niente, ma insomma...

Ultimamente mi sono messa a girare per gay.it dopo un lungo periodo di scazzo nei confronti del forum delle lesbiche, noioso, infantile e tetro come un qualunque asilo gestito da suore. Non che il forum dei gay sia molto meglio, intendiamoci. Pero', e' decisamente meno lagnoso. Ad un certo punto mi sono ritrovata a leggere vari post del suddetto forum, ma soprattutto articoli di vario interesse del sito. Tutto li'. E ho pensato, chissa' come sarei se fossi un uomo gay. Chissa'. Poi ho trovato 'sta intervista al cantante di cui precedente post e ho pensato, che figata, superiamo un'altra barriera! E ho scritto il post sulla mai presunta "rivelazione". Mi dispiace che tu l'abbia presa male, Lys. E' un mio limite. Quando Uranio ha commentato che mi piacciono gli uomini anche se non lo do a vedere ho reagito, perche' so giocare con l'ambiguita'. Mai stata capace. E infatti non sono nemmeno in grado di scrivere un post ambiguo e tenerlo in vita.

Una cosa sola vorrei: tuffarmi nell'oceano, farmi crescere branchie e pinne mentre nuoto e sparire al largo per sempre. E che ad ogni colpo di pinna il ricordo di me svanisca sempre di piu' dalle menti e dai cuori di tutti quelli che mi conoscono.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 10:28 | commenti (11)


mercoledì, febbraio 25, 2004

Ma va...

Spiacente di deludere Uranio, ma il post precedente era una provocazione. Ho trovato un articolo su in cui un cantante gay diceva di essere una lesbica intrappolata nel corpo di un gay e ho pensato di adattare il suo annuncio a me stessa per vedere l'effetto che avrebbe fatto.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 16:56 | commenti (2)


sabato, febbraio 21, 2004

Rivelazione!!!

Aiuto! Temo di essere un uomo gay intrappolato nel corpo di una lesbica!!!!

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 13:50 | commenti (5)


giovedì, febbraio 12, 2004

La vita e' una sola!

A tutti i vitaioli che non riescono a risparmiarsi la fatidica frase che fa da titolo a questo post vanno le mie usuali tre risposte. Tali risposte possono uscirmi dalla bocca singolarmente oppure a coppie o ancora tutt'e tre insieme. Eccole:

1) Meno male!

2) Speriamo!

3) Fatti la vita tua.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 10:11 | commenti (2)


martedì, febbraio 10, 2004

Mutts!

Non posso esimermi dal (ri)produrre altre strisce di Mutts, soprattutto se sono buffe come questa. Tra l'altro, riescono praticamente sempre a sollevarmi il morale Qui Mooch ed Earl vogliono ibernarsi e quindi decidono di infilrasi in un lettone e dormire per tutto l'inverno. Peccato che nessuno dei due prenda mai sonno!

1 - ZZZZ

2 - ZORK GARK HONK SHUUUU

3 - Mooch: "E' coshi' che fai tu."

Earl: "Vai a quel paese."

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:11 | commenti (2)


venerdì, febbraio 06, 2004

Chiedo venia

E' un periodo piuttosto duro: a parte il lavoro e lo studio (che sembrano moltiplicarsi come le cavallette), sono anche stanca a livello emotivo. A dire il vero, avrei bisogno di dormire per tre giorni di fila, poi alzarmi, mangiare qualcosa e tornare a dormire ad libitum. Sono anche molto preoccupata per Kocchan. E per me stessa. Non voglio andare troppo sul personale, in questo blog. D'altra parte, e' un diario aperto al pubblico e io per carattere non parlo di tutto quanto con tutti quanti. A chiosa di queste poche, criptiche righe, vi diro' che sono costretta a rallentare il ritmo per qualche tempo, ma che non lascero' scivolare il blog nel dimenticatoio. Se potete, non fatelo nemmeno voi :) Chiedo anche scusa agli altri miei lettori blogghisti: non ce la faccio a visitarvi e a commentarvi, ma prometto di riprendere a farlo al piu' presto.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 22:01 | commenti (5)


martedì, febbraio 03, 2004

Il grandisshimo ritorno della shfinge!

Questa e' l'ultima striscia della shfinge. La camminata e' a dir poco shpettacolare! Cliccate sulla striscia per una versione (leggermente) ingrandita Segue solita traduzione...

1 - Oh, possente shfige... PERCHE' il pollo attraverso' la strada?

2 - ...

3 - Shtai fermo li'!

4 - ...

5 - !!!

6 - ...

7 - ...

8 - Non shono affari tuoi.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 20:57 | commenti (7)


giovedì, gennaio 29, 2004

Il Paradiso ti e' negato

Circa tre settimane fa, su un settimanale locale indipendente che esce gratis qui e la' per questi lidi, comparve un articolo sui mormoni. Non parlava solo di loro in generale: in realta', si concentrava sulla comunita' mormona di Laie, una cittadina a nord-est dell'isola di Oahu. L'autore li faceva elegantemente a pezzi, incominciando da Joseph Smith, il fondatore della setta (generalmente viene considerata tale), passando per i missionari mormoni di vari periodi, per arrivare, infine, ai mormoni contemporanei membri di questa comunita'. Io, a dire la verita', li conoscevo poco, nonostante ne avessi ospitati un paio a casa una volta e fossi rimasta impressionata piu' che dalle loro credenze, dal famelico appetito che, a quanto pare, gli aveva fatto persino dimenticare la preghiera pre-pasto. Pero', da qualche mese ho scoperto che conosco altri mormoni che studiano al mio dipartimento: sono entrambi membri della famosa comunita' di Laie (e, tra parentesi, si scoppiano tre ore buon totali di autobus tutti i giorni per venire all'universita'... Figurati se si scollano dalla comunita' per trovarsi un infame comune appartamento in citta'... Sempre tra parentesi, mi ricordano tantissimo gli italiani in questo senso).

Ora, una di questo paio di mormoni lavora con me al test center. Incuriosita oltremodo dalle parole dell'articolo, in un momento di riflusso della marea di studenti, presi la palla al balzo e decisi d'interrogarla. Devo riportare il tutto sotto forma di dialogo per non perdere le sfumature del caso.

- Ehi, L., hai per caso letto quell'articolo su ... a proposito dei mormoni? E' uscito la settimana scorsa.-

- No, ma qualcuno della mia comunita' l'ha letto e ha detto che era pieno di inesattezze.- [Pare che il mormone medio dica ancora meno parolacce dell'americano medio, perlomeno in pubblico: io, al suo posto, avrei detto "stronzate"]

- Ah... Volevo giusto chiederti delle cose in proposito. E' sempre interessante sentire l'altra campana.-

- Fai pure!-

- L'articolo parlava del fatto che il libro dei mormoni (non so come si chiama, chiedo venia) dice esplicitamente che i bianchi (cioe', voi mormoni) sono il bene e che i rossi (cioe', non so bene chi, ma presumo gli indiani d'America e anche gli hawaiani, per estensione) sono cattivissimi, ma che un giorno, grazie alle missioni dei bianchi, diventeranno bianchi pure loro. Mi pareva una cosa un tantinello razzista e anche dura da attuare, perche', sai com'e', bisogna incrociarsi parecchio per togliere il rosso dalla razza, sempre che poi decida di andarsene, visto che tende a risbucare a caso qua e la' anche sui corpi dei convertiti... Ah, 'sta biologia che si comporta cosi' male...-

- Ah, ma no... Il fatto e' che il profeta Joseph Smith era a contatto solo con bianchi e l'idea era di convertire gli indiani ecc., ma non in quel senso li', cioe', l'idea era che i rossi sarebbero diventati creature di luce come noi, capisci? Cioe', e' una metafora... Il bianco e' luce e il rosso, tenebra.-

" Ah. Ma non era il nero il colore delle tenebre? ", pensai, ma non diedi voce. Invece, dissi:

- Ah, ecco... Mi pareva un po' strano, visto che hai sposato un filippino.-

- Eh, infatti. comunque la storia nel libro di Smith dice che poco prima che cadesse Gerusalemme, intorno all'800 D.C., mi pare, un gruppo di primi mormoni scappo' e navigo' fin sulle coste degli attuali Stati Uniti. Quindi, questi erano bianchi, ragion per cui la storia dei bianchi e' iniziata cosi'. Ma poi e' diventata una metafora. C'era la promessa di convertire tutti i rossi in quel senso li'.-

- Ma scusa... Se questi qua venivano da Gerusalmme, erano bianchi come il culo di un macaco, eh. Dico, avevano lo stesso colore della pelle degli arabi.-

- Eh no, erano bianchi.-

- No, scusa, questa proprio non me la bevo. Comunque, continua pure.-

- Va be', e allora la promessa era quella li' e per questo i mormoni sono tutti missionari. Ad esempio, a Laie, dove abito io, le terre sono tutte nostre e le diamo in affitto.-

- Un po' dura da digerire, visto che gli hawaiani sono stati quasi totalmente espropriati delle loro terre.-

- Eh... Comunque pensa che Foodland li' [un supermercato] chiude di domenica. Perche' glielo diciamo noi, eh.-

E li' un sorriso d'immenso orgoglio le si disegno' sulla faccia. La mia, di faccia, invece, stava diventando rossa come il male che volevano estirpare lei e tutta la sua bella comunita'.

- Be', il padrone in casa propria fa quello che gli pare, no?... Comunque, a questo punto vorrei dirti una cosa. Come forse saprai o forse non saprai, io sono lesbica. Ora, nel 1998 qualcuno ha cercato di far passare un decreto che legalizzava i matrimoni omosessuali e la comunita' mormona di laie ha usato tutti i soldi che poteva per bloccarlo. Io non sbavo per sposarmi, anzi, ma non capisco perche' mi venga negato un diritto goduto tranquillamente da altri, quando non ho fatto proprio niente per non meritarlo.-

- Guarda, io sono una mormona molto liberale. Ti do ragione.-

- Oh, meno male. Grazie.-

- Anche perche', sai... Io penso una cosa: visto che noi crediamo che tutti i matrimoni celebrati al fuori del nostro tempio non hanno valore, perche' dovrei preoccuparmi se si sposano gli omosessuali?-

- Appunto, dico. Tanto, all'inferno ci andiamo lo stesso!-

- Eh... be'...-

- Ti ringrazio per avermi chiarito le idee.-

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 10:19 | commenti (14)


lunedì, gennaio 26, 2004

Vita da studente...

Non voglio panicare, ma devo assolutamente finire una presentazione con tanto di PowerPoint per mercoledi'... Ergo, rimando tutti a nuovi post dopo tale (fatidica) data. Aiuto! Sono appena ad un quarto di lavoro! A presto!

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:11 | commenti


venerdì, gennaio 23, 2004

Cronache hawaiane

Lo scorso semestre ero stata "benedetta" dalla professorina piu' carina eterina e brittneyspearina del dipartimento di hawaiano, ma, visto che non c'e' limite al peggio, questo semestre mi e' capitata la professorotta piu' burrosa e schifosamente eterotta del suddetto dipartimento. Praticamente, la professorina fra una decina d'anni. Intanto per cominciare, il primo giorno di lezione e' arrivata con tanto di figlia di un anno e ci ha annunciato, tra una chiamata al telefonino e l'altra, che arrivera' accompagnata dalla bambina tutti i lunedi' e venerdi' e che suo marito passera' a raccattarla dopo un mezz'ora di lezione. Poi, ha pensato bene di liberare l'infante dai lacci del passeggino e di lasciarla vagolare per la classe armata di un immenso mazzo di chiavi che la pargola, chiaramente, scuoteva con estrema gioia e immenso casino. Intanto, la mammotta ha fatto un altra telefonata e poi, tra il bordello generale che veniva dall'esterno (finestre spalancate per il caldo, perche' quell'edificio li' e' l'unico in tutto il campus senza aria condizionata), dal corridoio (figurati se chiude la porta... e nessuno ha avuto il coraggio di farlo, basiti com'eravamo) e, ovviamente, dal tintinnamento di chiavi a piu' non posso, ha dichiarato solennemente in hawaiiano stretto che l'inglese e' completamente bandito dal suo corso e che tutti quanti dobbiamo comunicare in hawaiano, sempre, pena pioggia di F. Ora, siccome trattasi di un corso di lingua di livello basso-intermedio, tutti abbiamo bisogno di concentrarci, se dobbiamo fare questo sforzo. Mica siamo nati colla lingua hawaiana impiantata nel cranio (anche se conosco linguisti che sostengono il contrario, ma questo... mah, forse ad un altro post). Insomma, trattasi di lingua straniera, ergo di sforzo. Ragion per cui: come facciamo a raggiungere un minimo di concentrazione decente con tutto 'sto bordello?

Ma non e' ancora finita. L'imposizione dell'intera famiglia della proffotta non era abbastanza (dopo 40 minuti e' arrivato il burroso marito, ha fatto su la bambina senza manco salutare noi, chiaramente, sua moglie e la bambina, invece, hai voglia i baci), per cui, da due settimane, ci tocca ciucciarci la sua filosofia di vita da mammotta gioconda in fregola di eterismo sfrenato. Delle frasi che ci ha dato da tradurre, la maggioranza e' a sfondo di flirt, ovviamente etero. Esempio. Ha preparato un dialogo in cui una bernarda di donna chiama al telefonino il suo uomo (per ora, a quanto pare, solo amico) tanto caro e pronto al sacrificio per salvare la povera pulzella minchiona e gli chiede di aiutarla perche' ha chiuso la macchina lasciando le chiavi sul sedile. Cosi', il cavaliere macchinato fa un giro della madosca in autostrada per tornare indietro, le ordina di non telefonare al carro attrezzi o simili, perche' fa prima lui ad arrivare che lei a telefonare (ma che ha, questa? Dita da bradipo?) e intanto le fa la corte. E lei gli dice "Potrei anche essere tua...", ma, chiaramente, ritira subito quello che ha detto, perche' la vera Tonna non si concede mai facilmente e poi, insomma, deve aspettare che le apra 'sta macchina dell'uva (il baldo giovine le annuncia che e' dotato delle chiavi della vettura della gentil fanciulla).

Adesso, per lunedi' prossimo dobbiamo scrivere che cos'abbiamo fatto nel weekend. I soliti pensierini delle elementari, via. E io pensavo... M'invento qualcosa, almeno faccio 'sto compito venerdi' sera e tanti saluti, oppure aspetto domenica sera? E poi, che ci scrivo? Io, per principio, non sopporto gli impiccioni. Ma insomma, chettefrega di quello che ho fatto nel fine settimana? Ah, e lo vuoi pure per iscritto? Allora te lo dico io: sono andata nell'ex-ovile della Ex-P (ovviamente spiegando per bene che siamo partner, e non in senso aziendale, da piu' di due anni); insieme, siamo andate ad un convegno di travesta, un po' per dare il nostro sostegno ma anche per dire che c'eravamo; poi, abbiamo girato per le strade della citta' avviluppate in una gigantesca bandiera dell'arcobaleno, ma siccome l'arcobaleno e' anche il simbolo delle Hawaii, non ci ha cagato nessuno. Allora, ovviamente scocciate, siamo entrate in un negozio di abbigliamento molto alternativo e ci siamo comprate due magliette con scritto "Nobody knows I'm a lesbian" e ce le siamo infilate all'esterno, ovviamente dopo aver lanciato in aria i nostri reggiseni di fronte ad una folla che ha accolto il nostro gesto con una serie infinita di reazioni (che preferisco non riportare). Infine, siamo andate nel centro commerciale piu' frequentato dell'isola e, impossessateci di un megafono, abbiamo arringato tutte, indiscriminatamente, le donne che passavano di la', soprattutto quelle allacciate a qualsiasi essere identificabile come un uomo, spiegando loro i vantaggi del lesbismo d'assalto e producendoci in slinguazzamenti esplicativi. Purtroppo, abbiamo preso un fischio per un fiasco, perche' abbiamo tentato di strappare una bella donnina femminilissima dalle sgrinfie di quello che pareva inequivocabilmente essere un metalmeccanico in pausa pranzo, salvo poi scoprire che trattavasi di donna femmile lesbica accompagnata da donna considerevolmente maschia lesbica. Ma la nostra missione non si e' fermata qui: arrivate a casa, dopo una rocambolesca fuga (avevamo le guardie giurate del centro commerciale alle calcagna, seguite dalla polizia e precedute dalla metalmeccanica), abbiamo cominciato a comporre numeri a caso e, nel caso in cui rispondesse una donna (o qualcosa di simile), ripartivamo con l'arringa e gli slinguazzamenti. Agli uomini, invece, buttavamo giu' con una scorreggia. Dopo l'inevitabile riga d'insulti, ce ne siamo andate a letto e abbiamo dormito come due piselli nel loro baccello (alla Stanlio e Ollio). Ops, forse dovrei dire invece che abbiamo messo in pratica l'intero libro dell'imperatrice ChupaChupa (grazie, Litti), tanto per coronare il tutto.

E invece no. Descrivero' il weekend per davvero, perche' sto, finalmente, sviluppando un'ottima immunita' alle reazioni. Aspetta di leggere del mio weekend, cara burra: vedrai che si puo' vivere anche senza sbattere le proprie insicurezze in faccia agli altri.

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 22:23 | commenti (5)


mercoledì, gennaio 21, 2004

Il ritorno di Mutts!

Ok, ok, torno a studiare e a lavorare, ma prima devo postare questa striscia di Mutts, perche' mi fa veramente sganasciare

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 21:44 | commenti (5)

Blog internazionale?

La Ex-P (presto smettero' di chiamarla cosi') dice che le piacerebbe che scrivessi un blog in inglese. Piacerebbe anche a me, esattamente come adorerei suonare e disegnare e nuotare di piu' e fare piu' snorkeling e leggere e anche solo stare a pancia all'aria a guardare il sole o, a scelta, il soffitto, e meditare, meditare... oppure godermela e basta. Siccome, dunque, non ho tempo d'imbarcarmi anche in un'impresa del genere, ho dovuto dirle che non c'e' niente da fare. Tuttavia... Confesso che l'idea mi alletta. Solo che posso mantenere attivamente un blog solo. Il fatto e' che mi scoccia mollare questo, anche perche' l'ho appena aperto. Per ora medito, comunque non so, si vedra'. Avrei anche un'alternativa: potrei tradurre, di tanto in tanto, dei miei vecchi post e metterli su questo fantomatico blog in inglese. Che dite? Nel frattempo, pero', devo imparare ad usare PowerPoint e fare una presentazione con lo stesso mercoledi' prossimo, quindi vado a lavorare e a hui hou...

Ruggito spontaneamente ed ingarbugliatamente da Sinesteta | 20:41 | commenti

Etimologia: dal gr. synáisthìsis 'sensazione, percezione simultanea', comp. di sy/n- 'sin-' e áisthìsis 'sensazione, percezione'

Definizione: s. f. (psicol.) fenomeno per cui una sensazione corrispondente a un dato senso viene associata a quella di un senso diverso (p. e. un certo suono induce la sensazione di un certo colore).
Da garzanti linguistica



I miei colori
il dolore = bianco
la felicita' = arancione
il crimine = giallo e marrone
le donne = verde
gli uomini = marrone
cio' che e' femminile = azzurro chiaro e bianco
cio' che e' maschile = grigio scuro
cio' che e' neutro = grigio chiaro
la lingua italiana = rosso
la lingua inglese (americana) = blu scuro
la lingua inglese (britannica) = rosa

I miei sapori
il greco antico = panna
il latino = pizza

Le mie forme
l'amore = una specie di blob grigio a forma di parallelepipedo dagli angoli smussati che si gonfia e si sgonfia. dentro e' bianco giallino.
la rabbia = una sorta di stella nera ad un numero variabile di punte. e' anche una pianta nera, nodosa e appuntita.



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